LA FRASE

"Gesù, in confidenza, guardami,
lasciami parlare al tuo cuore
pieno di amore per noi.
Tu sei la fonte d'ogni creatura,
non stancarti mai
di benedire ognuno di noi."

(Maria Bolognesi)

LA PREGHIERA

O Gesù,
che hai offerto al Padre
tutti i tuoi patimenti
fino a morire sulla croce
per donarci la grazia del perdono
e della comunione con Dio,
ti prego umilmente di glorificare,
anche su questa terra,
la tua serva Maria Bolognesi,
che nella sua vita volle nel nascondimento
unire le sue sofferenze alle tue
a beneficio dei fratelli più bisognosi.
Ti prego perciò di volermi concedere,
per sua intercessione, la grazia ... che tanto desidero.

(Tre "Gloria al Padre")
Imprimatur:
Rovigo, 13 gennaio 1995
Martino Gomiero
Vescovo di Adria-Rovigo

AVVISO

Ogni mese, il giorno 30,
alle ore 9.00
(se festivo ore 10.30)
viene celebrata una S.Messa
per la Serva di Dio
Maria Bolognesi
presso il tempio "La Rotonda"
di Rovigo. 

CENTRO MARIA BOLOGNESI

Attore
della causa di canonizzazione
della Serva di Dio Maria Bolognesi
Via G.Tasso, 49
45100 ROVIGO
TEL e FAX : 0425 / 27931
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CHIUSURA DELL’ANNO SACERDOTALE
 L’Anno Sacerdotale si avvia verso la sua solenne chiusura, che si terrà il 19 giugno 2010 in Piazza San Pietro, ove avrà luogo l’ “Incontro Mondiale Sacerdotale”.

Spinti da questo importante avvenimento che la Chiesa si prepara a vivere, è spontaneo il ricordo di Maria Bolognesi per la sua particolare fedeltà alla Chiesa, per l’obbedienza incondizionata ai sacerdoti che l’hanno seguita nella Direzione spirituale ed anche per le incessanti preghiere da lei  rivolte al Signore per la santificazione di tutti i sacerdoti ovvero del clero in generale.
È poi bene evidenziare anche la sua collaborazione continua e generosa, offerta con discrezione a tanti religiosi e religiose. Ne è un esempio il rapporto di affetto fraterno con le Monache Agostiniane del Monastero di Ferrara che l’hanno ospitata più volte per vivere nel silenzio e nella preghiera i momenti forti dell’anno liturgico.
Ecco le prime righe di una preghiera profonda con la quale Maria esprime la propria particolare attenzione per le persone consacrate, ovvero postulanti, sacerdoti e suore: 17 aprile 1959 - Maria scrive: “Gesù io vorrei essere sacerdote, per tenerti sempre stretta a me! Vorrei essere suora, per farti amare dalla comunità di anime sante”.

Ed ora altri passi tratti dal suo diario, nei quali la Serva di Dio riporta non solo il lamento di Gesù ma anche la propria accorata invocazione di riparazione:

19 settembre 1959 -  Gesù: “Il mio cuore non regge per le troppe offese e la Madre di tutti piange, piange [...] Maria, nel mondo c'è tanta cattiveria, le preghiere non bastano per coprire le tante offese che recano ai nostri cuori, ci vuole tanta e tanta penitenza. Anche tanti sacerdoti non pregano molto, tante volte le S. Messe non vengono celebrate come dovrebbero essere celebrate”.
Maria: “Gesù per un solo sacerdote dò tutta la mia vita, tutto il mio sangue, mi offro come vittima, ecco prendimi ed usa pure di me come vuoi”.


5 dicembre 1959 - Dopo il doloroso lamento di Gesù per tante anime che si perdono, Maria risponde generosamente: “Gesù le tue sofferenze sono mie, i tuoi dolori pure, le sofferenze che mi chiedi per il bene di tante anime non le cambierei neppure per tutto l’oro del mondo…” .

La Serva di Dio, dunque, non solo ubbidisce alla richiesta di Gesù di pregare per i sacerdoti, ma ella stessa chiede e offre patimenti per “collaborare” alla loro santificazione.
Concludiamo proponendo passi di tre lettere conservate nell’archivio del Centro Maria Bolognesi e presentate nella biografia “Il fascino dell’umile” di Padre Stanislao Avanzo.

Nella prima lettera non datata indirizzata a cinque Postulanti, dopo un’ampia riflessione sulla “chiamata” e sui doveri ad essa connessi, Maria così offre il suo consiglio:


“Sorelline, preghiamo, preghiamo tanto, preghiamo anche perché Gesù mandi in mezzo a noi santi Sacerdoti, sante vocazioni, santi Missionari. Pure io mi unisco a voi con lo spirito di preghiera, perché Gesù vi faccia buone, sante e generose, caritatevoli ed ubbidienti per meglio piacergli. Sorelline, in convento siate furbe, però di quella furbizia santa che piaccia a Gesù. Ogni giorno mi ricorderò di voi, affidandovi alla protezione di Gesù e di Maria nostra Santa Madre, perché ognuna di voi compia il suo proprio dovere di religiosa. O Gesù, unico nostro amore prediletto, da soli noi siamo tanto fragili, con un nulla possiamo perdere il retto sentiero: Tu, Tu, Gesù, benedici le mie piccole sorelline, falle tutte tue; Gesù, proteggile, difendile nelle più dure battaglie affinché non trovino inciampi nel loro cammino...”.

Il 29 marzo 1956 il suo secondo Direttore spirituale Mons. Rodolfo Barbieri le scrive una lettera che ci permette di capire il valore dell’obbedienza estrema esercitata da Maria nel rispetto della volontà di Gesù e dei suoi ministri:

“Diletta figlia,
il tuo amore ai poveri ed alle Chiese povere mi ha veramente commosso. Mi rallegro con te per le tante carità che riesci a fare e che fai fare anche agli altri. Il Signore te ne darà certamente la più bella ricompensa.
So che Egli ti domanda, in questi giorni specialmente, tante sofferenze. Sei ben fortunata di poter patire insieme con Lui e per Lui. Con Lui poi ancora godrai.
Ti auguro Buona Pasqua! Prega per me.
Saluti e auguri di Buona Pasqua anche alla Zoe e alla sua famiglia.
                                il tuo Padre Spirituale”


Il 5 giugno 1968 l’anziano sacerdote Padre Giorgio Gazzoli di Bologna, che Maria ha amorevolmente aiutato in vari modi, evidenzia nel suo scritto:


"Sorella in Cristo,
il Signore la benedica del bene che fa e per l’interessamento che ha per me, le sue buone parole mi sono di gran conforto, sapendo poi che lei mi affianca con la preghiera. Quindi avrò più forza nella lotta della vita.[…]
Raccomandiamoci scambievolmente a Gesù e alla nostra cara Madre Celeste, da Essi speriamo aiuto e conforto.
La lascio ai piedi della Croce e pieno di stima la ringrazio e benedico.
Padre Giorgio"

La testimonianza fervida e concreta della fedeltà di Maria Bolognesi verso sacerdoti e religiose, che è proiezione del suo amore incondizionato verso Gesù, sia d’ispirazione per tutti noi, perché - come ha ricordato Benedetto XVI durante l’udienza del 16 marzo 2009 rivolta al Clero - la centralità di Cristo porta con sé la giusta valorizzazione del sacerdozio ministeriale, senza il quale non ci sarebbe né l’Eucaristia, né, tanto meno, la missione e la stessa Chiesa.
Non ci sono due maniere buone di servire Dio. Ce n’è una sola: servirlo come lui vuole essere servito” scriveva S. Giovanni Maria Vianny, figura esemplare proposta in questo Anno Sacerdotale, in occasione del 150° anniversario della sua morte.
Chiediamo al Signore, con l’intercessione della Serva di Dio Maria Bolognesi, che questo anno speciale, indetto da Papa Benedetto XVI, si chiuda radicando nei cuori il desiderio primario di servire il Padre nella maniera soavemente descritta dal Santo Curato D’Ars.

 

 
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