LA FRASE

"Gesù, in confidenza, guardami,
lasciami parlare al tuo cuore
pieno di amore per noi.
Tu sei la fonte d'ogni creatura,
non stancarti mai
di benedire ognuno di noi."

(Maria Bolognesi)

LA PREGHIERA

O Gesù,
che hai offerto al Padre
tutti i tuoi patimenti
fino a morire sulla croce
per donarci la grazia del perdono
e della comunione con Dio,
ti prego umilmente di glorificare,
anche su questa terra,
la tua serva Maria Bolognesi,
che nella sua vita volle nel nascondimento
unire le sue sofferenze alle tue
a beneficio dei fratelli più bisognosi.
Ti prego perciò di volermi concedere,
per sua intercessione, la grazia ... che tanto desidero.

(Tre "Gloria al Padre")
Imprimatur:
Rovigo, 13 gennaio 1995
Martino Gomiero
Vescovo di Adria-Rovigo

AVVISO

Ogni mese, il giorno 30,
alle ore 9.00
(se festivo ore 10.30)
viene celebrata una S.Messa
per la Serva di Dio
Maria Bolognesi
presso il tempio "La Rotonda"
di Rovigo. 

CENTRO MARIA BOLOGNESI

Attore
della causa di canonizzazione
della Serva di Dio Maria Bolognesi
Via G.Tasso, 49
45100 ROVIGO
TEL e FAX : 0425 / 27931
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LE POESIE PER IL QUADRO da ascoltare

Grazie al poeta Giuseppe Gentili che nella sua trasmissione a radio TNA Terni ha parlato della nostra iniziativa poetica organizzando un vero e proprio reading radiofonico delle poesie pubblicate, ora è possibile “ascoltarle” anche dal nostro sito.

Ciccate sull'icona vicino al titolo per ascoltare la poesia.

 

GRAZIE BUON DIO
Antonella Scagnolari
di Lendinara (RO)

Hai creato su una candida tela
ciò che Dio ha creato per te:
nuvole di bianco cotone
dipinte in un cielo azzurro mare,
verso il quale rivolgevi dall’anima
soavi preghiere,
profonde e sincere;
verdi monti
baciati da spruzzi di neve
che Dio per l’uomo ha trasformato
in fresche acque e limpidi ruscelli,
dove tu, Maria,
chinata con grande umiltà,
ti dissetavi tra questi rivi incantati,
ringraziando il Signore
per tutte queste opere d’immenso amore.
in ogni tuo colore
c’è un segnale d’affetto,
di grande ammirazione e vero stupore,
per questo spettacolo donatoci
da nostro Signore.
Un inno alla vita
immensa ed infinita.
e tu sembri dire,
con grazia sublime,
dal profondo del cuore:
“Grazie Buon Dio,
perché in questo bellissimo mondo
ci sono anch’io”.

L’autrice si rivolge direttamente alla “pittrice” Maria, con una poesia intimistica e delicata.



PENNELLO E PASTELLI
Giuseppe Gentili
di Terni

Corazze temprate nell’urlo di tuoni,
presenze e comparse
racchiuse in spilli di luce.
Spavalda dolcezza,
pennello e pastelli.
Artificio narrativo di colori,
eco di sospiri rubati
che si svela dagli occhi di un gatto
in teorie per aspirare futuro.
Fecondità di carezze
l’ombra delicata di una donna
di nome Maria
che dietro le tendine a fiori della casa
prepara diete in bianco per vecchi e malati.
Una vertigine di sonno
che segna la vita calma delle radici
nei nascondigli segreti di un delirio.
Pennello e pastelli. Anticipi di paradiso
nell’edera che arranca
tra le ragnatele di un’ombra
e smaniose teorie
di illuminazioni e stupore.
Pennello e pastelli. tracce di Dio
tirate dritte, a calce bianca
con i fili sottili del cuore.
Scorte di applausi
che accelerano ritmi
al polso e alle tempie.
Senza amore
sarebbe come morire di niente.

La fantasia del poeta entra nel quadro e aggiunge i suoi tratti per scrivere la sua parabola d’amore.



LA MAGIA DEL CREATO
Ibba Maria Celina
di Pomezia (Roma)

Infiniti e confusi orizzonti
intrecciano volte bluastre
che i primi raggi di sole
rischiarano,
mentre un lembo di cielo
si stempera nel fiume
che sgorga dai monti
e sonnolento fruscia
nel suo greto,
tra bisbigli, chioccolii e sussurri.
Fiorisce nella mente il ricordo
dei luoghi più amati,
dei giovani sogni obliati
e ritrovo la magia del Creato
che l’anima disgela.

Il Creato dipinto in questa poesia diviene specchio nitido per scorgere il volto delCreatore.



OSSERVANDO UN QUADRO DI MARIA BOLOGNESI
Enrica Balzani
di Parma

Geometrie di fiori e mattoni
e spruzzi di neve sul volto arrossato
tra l’amaranto e le verdi curve della natura,
nel sinuoso serpeggiare d’azzurro,
riflesso nell’infinito movimento del cielo.

Una pennellata intensa che traccia un arcobaleno significativo. L’osservazione diviene canto di adorazione.



FINESTRA SUL MONDO
Luciano Somma
di Napoli

Fantasmagoria di colori
Acqua che scorre scendendo
Dalla montagna giù a valle
(stupenda natura)
laddove con mani operose
c’è chi cerca e trova da bere
la linfa sorgiva
È un quadro che inneggia la vita
sotto l’occhio di Dio
finestra aperta sul mondo.

Il quadro diventa finestra aperta sul mondo, dove la vita scorre sotto l’occhio attento e benevolo di Dio.



IO LO SO
Ignazio Saggin
di Padova

Io so
da qual monte nasce la sorgente
di quest’acqua cristallina
che, fatta torrente,
scende alla collina aprica
e poi scorre fiume nel pratello,
tra fiori rossi, bianchi e la verzura.
Lava, l’umile Serva,
la veste oscura di tanti fratelli.
essa riesce candida, pura
oh, non è più la stessa.
Come un canto di angioli belli,
vanno intanto le nubi pel ciel cilestrino.
Un cipresso e un castagno
vigilano, vicino alla casetta antica
cui fa cintura il muricciolo sghembo.
il bombo ronza nell’aria,
nel favo fila il suo miele l’ape.
Sì, lo so
dove la sorgente nasce:
dal Monte Santo della Pietà Divina!
A questa riviera vivace, eterna,
oh, come vorrei che tu, Maria,
lavassi anche i miei poveri panni
di pellegrino, stanco e romito
sulla solitaria via.

Agli occhi attenti del poeta tutto diventa parafrasi, simbologia profonda che lo avvicina ad una presa di coscienza.

OLTRE LE NUVOLE, IL CIELO
Anna Maria Chiapparo
di Belvedere (SR)

Smania di colori, suoni senza suoni, canti senza voci.
Fuoco che diventa amore su pendii senza sole,
su verdi valli di speranze e miti pretese.
Solitaria villa lontana cornice di una vasta luce...
tu lì, Maria, immersa in quell’acqua cristallina
che spunta dal cielo e scende verso il mare.
tu lì, china ad aspettare.
Aspetti ed accogli l’amore di quel tuo sposo
che irrompe tumultuoso come torrente di
montagna che arriva e ti scompiglia,
ti riempie e ti calma, ti avvolge e si placa...
Mentre tu prendi a piene mani,
la vita nuova che arriva, rose un po’ curiose
si tendono a guardare quel nuovo amore.
Sussurrano pian, piano una dolce canzone
portata dal vento:-Oltre le nuvole il cielo,
sotto il cielo, la vita.-
È un quadro la nostra vita, noi gli artisti
che ogni giorno diamo una nuova pennellata.

Dall’osservazione del quadro l’autrice riesce a far emergere quasi una biografia toccante della Serva di Dio.



COLGO LA FONTE
Maurizio Orsi
di San Donato Milanese (MI)

Colgo la Fonte
da gocce di cielo!
e dell’immenso mi sazio,
nella consegna devota a “tua” certezza,
oltre ogni umana, “dolorosa” incertezza.
Leggere brezze
e poi nuvole, come carezze;
eterno incanto
a nutrire ghiacciai.
nevi perenni,
lontano, lassù;
spegnendo arsure quaggiù,
sopra campi al germoglio.
e d’improvviso, zampilla al torrente
il “tuo” possente richiamo!
non basse frequenze strozzate fra i rivoli,
ma d’acqua-luce piene credibili.
e chinandomi all’alveo, raccolgo allora
gocce di cielo:
gocce d’Amore incredibili,
pronte a sfamare altre bocche.
Colgo la Fonte
di questo “tuo” dono!
e nel mistero “tuo” immenso,
pronta al servigio,
mi sazio!

La sensibilità dell’autore coglie nell’opera pittorica una “chiamata” che non si può ignorare.



A CASA
di Stefania Conte
di Galatina (LE)

Così sfuggenti le nuvole
toccano il cielo
e trascinano ricordi.
Distante,
un uomo
si lava il viso,
e la mente forse,
dal male.
Scorre quest’acqua,
scorre e non s’arresta,
è vita.
ed i tulipani
che il vento sospinge dolcemente,
segni di cura
e dedizione,
di presenza di donna,
e prima ancora di Dio.
nuvole sulla casa,
angeli custodi.

L’autrice coglie con originalità l’essenza del dipinto e capta la costante presenza di Dio nel cuore della Bolognesi.



FA’ CHE IO MI DISSETI
Ines Scarparolo
di Vicenza

Nell’ondeggiare
leggiadro dell’erba
io mi ristoro
mentre il rosso dei papaveri
riluce in festa agli occhi miei.
All’ombra delle fronde
si acquieta il mio errare
e nella tua bellezza
riposa il mio Spirito.
Fa’ che io mi disseti
Dio dell’immensità
all’acqua pura delle fonti
che dalle vette scende
con gorgoglio d’Amore.
Allora, pago, vivrò
della tua Parola,
come fresco ruscello
che riflette, nella trasparenza
del suo andare
le Vie del Cielo.

Un inno di lode poetico e toccante: l’autrice entra nel quadro e per dissetarsi a quella fonte di Amore inesauribile.



ECHI D’AZZURRI SILENZI
Andrea Rossi
di Sestri Levante (GE)

Echi d’azzurri silenzi
scendono a valle
nel timido fiorire
del nuovo giorno.
Bisbiglia parole
l’acqua del fiume
che l’animo disseta.
Gocce di sogni
spiccano il volo
nel rosseggiare
di papaveri
sulle ali dell’aria.
Oltre i freddi palpiti
delle bianche vette
sussurra la voce
del Padre Celeste,
fra spume d’onde
di prati senza confini
sbocciano nel cuore
petali di preghiere.

Un viaggio sensoriale nel cuore di ogni pennellata per cogliere il messaggio di fede del dipinto.



I COLORI OLTRE LE CIGLIA
Anna Bimbatti
di Castelmassa (RO)

Ancora esiste un luogo,
non so se dietro il cielo
o appena sotto,
in cui i colori sono nitidi
come nell’infanzia. Dove
l’acqua scorre viva
a dissetare le labbra,
non rinchiusa nell’immobilità
della plastica di una bottiglia
venduta al supermercato.
Sembra esserci ancora un giardino,
appena al di là delle montagne,
di fiori bianchi da soffiare
verso il cielo. A ospitare
la voglia di corse vivaci,
il bisogno di respirare
aria nuova. Forse,
dalla nostra finestra spalancata
sui tetti delle altre case,
possiamo ancora intuire
un petalo rosso che soffia.
il sangue della natura
che palpita, non così lontano.
Sotto i grappoli di una luce
intuibile appena oltre
il bordo stanco delle ciglia.

Il dipinto diviene in questi versi un mondo parallelo in cui riscoprire il senso vero della vita.



UNA VOCE PER IL QUADRO
Rosa Furfaro Giovannini
di Corporeno (FE)

Lascio che il fiume mi parli.
Lascio che la sua acqua
disseti la mia anima,
che la sua voce risvegli l’amore
per la natura.
Come una pianta
dissetata dalle radici alle foglie,
lo scrigno del mio spirito,
immerso in acque incontaminate,
sarà rigenerato,
se mi lascerò andare
al suono
della musica di quello che mi circonda:
il vento tra le foglie,
i ciottoli cullati dall’impeto dell’acqua,
il fruscio dei fiori tra l’erba.
Posso quasi sentirne i colori,
a distinguere
con l’anima
voce per voce,
ognuna nella sua unica
irripetibilità.
Chiudo gli occhi
e divento pensiero,
leggera come il tocco
di un pennello,
fresca come una nota di colore.
e leggera la mia anima si libera,
mentre i colori diventano musica!

Il pensiero dell’autrice si trasforma in una sinestesia che permette di udire la voce del dipinto.


SETE DI TE
Maria Teresa Biason Martinelli
di Orbassano (TO)

Sorgente
di pura freschezza,
acqua di neve,
gocce di cielo,
che scorri
su prati
di verde vestiti,
stellati
di rossi papaveri,
ristori il viandante,
come
la Parola del Padre
placa l’arsura
dell’umana sete
di te.

Il ruscello, soggetto del dipinto, solca questa poesia per raggiungere i cuori assetati di fede.



IL MIO SOGNO IN UN QUADRO
Alfonso Miraglia
di Napoli

Essere lassù
dove fredda e gelida
l’acqua scende
in una sciarpa di sassi
dall’anima solitaria delle montagne
respirare la semplice vita
quando i fiori riempiono
i colori di un giorno
e una casa
con i suoi occhi
veglia come madre
su questa distesa
di un infinito mare d’erba
Anziani alberi
simili a barche
ancorano le loro radici
nella fresca terra
e come alunni seguono
la dolce e silenziosa voce
del maestro vento
Aria riempi la mia anima
voglio rimaner qui
felice di essere libero
dalle rumorose catene
e dalla frenesia
di un mondo che fugge
in tutta fretta
senza darsi mai una tregua

L’autore umanizza la natura dipinta come un provetto favolista: la morale è trovare il tempo per la propria anima.

 
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